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Lavoro e maternità quando sei una wedding planner

Come abbiamo detto molte volte, quando sei una Wedpreneur sei animata da una mentalità imprenditoriale che ti porta a ritenere naturali alcuni meccanismi che appaiono totalmente alieni a chi è occupato alle dipendenze altrui.

Un imprenditore non concepisce di poter appoggiare la penna e lasciare la scrivania senza aver terminato un compito solo perché sono scoccate le 18.00, non pretende di avere due settimane di ferie in agosto, reputa doveroso staccare la spina come tutti ma non si può permettere di non controllare le mail per una settimana consecutiva, sa bene che il suo flusso di denaro è da valutare su base annuale e non mensile.

Allo stesso modo, quando una Wedpreneur decide di diventare mamma, deve farlo consapevole del fatto che non potrà restare a casa per dei mesi pensando solo al suo cucciolo. O meglio, lo può fare, predisponendo però una serie di sostituzioni che si occupino di gestire clienti e fornitori, parallelamente alle attività di marketing.

Per quella che è la mia esperienza personale, quando sono diventata mamma non avrei potuto delegare nulla a nessuno, ma ammetto anche di non essermi informata a dovere su questo aspetto.

Sempre per quello che è stata la mia esperienza, mi permetto di darti alcuni consigli, in base a cose che ho gestito bene e ad altre che, invece, ho proprio sbagliato! In primis, la gravidanza.

Quando ho scoperto di aspettare le mie gemelline, avevo davanti una stagione molto intensa e anche quella successiva si stava avviando sugli stessi ritmi. Un po’ il non voler abbandonare gli sposi, un po’ il timore di perdere quello che avevo costruito fino a quel momento, mi ha portato a non fermarmi mai. Ma proprio mai! Per fortuna sono stata quasi sempre bene durante quei nove mesi, ma mi pento molto di non essermi goduta per nulla quell’esperienza che nella mia vita non si ripeterà più.

A volte in piscina vedo gruppi di mamme in attesa che fanno lezione con le loro belle pance. E io mi rendo conto che in nove mesi non mi sono mai concessa nemmeno un massaggio perché dovevo lavorare, lavorare e lavorare! La mia era anche una gravidanza gemellare e la dottoressa mi aveva raccomandato il riposo, ma io ho fatto di testa mia.

Sono stata fortunata a non mettere al mondo le bambine con largo anticipo...quindi ecco, non fare come me, goditi la tua gravidanza e tutela la tua salute.

Quando le bambine sono nate è stato un delirio. Non riuscivo a capire come organizzare le giornate, quando lavorare. Avrei avuto bisogno di sospendere tutto per un po’ ma non mi ero informata a dovere. Ora so che la maternità esiste anche per chi ha la partita Iva. Per richiederla devi avere la partita Iva da due anni e ti verrà riconosciuto per cinque mesi un pagamento in base alle tue denunce dei redditi dei due anni precedenti. Puoi utilizzare questo denaro per pagare qualcuno a cui delegare parte del tuo lavoro in quei cinque mesi ad esempio, ma ricordati che la cifra sarà tassata come qualsiasi altra tua entrata. Quindi in realtà, potrai utilizzare veramente solo la metà dei soldi che ti arriveranno per la tua maternità da libera professionista.

Durante la gravidanza devi scoprire esattamente se ci sarà qualcuno della tua famiglia che potrà aiutarti almeno mezza giornata quando il bambino sarà nato. Devi essere molto esplicita su questo punto, perché se non potrai contare sull’aiuto di nessuno dovrai iniziare il prima possibile la ricerca di un asilo nido.

Per me questo è stato un problema, perché mi sono ritrovata senza aiuti (chi diceva ci avrebbe supportato nel notare come due gemelle siano molto diverse da due bambolotti ha optato per una ritirata strategica). In quel momento ho iniziato a cercare un nido ma ho scoperto che l’iscrizione è qualcosa da fare con un discreto anticipo e nell’asilo che interessava a me non c’erano due posti disponibili per l’anno scolastico successivo. Ho quindi bloccato i posti per quando le bambine avrebbero avuto un anno e 10 mesi e ho iniziato la ricerca di una baby sitter.

Trovare la persona giusta è stato complicato, abbiamo incontrato la nostra tata che le bambine avevano ormai quasi un anno. Fino ad allora ho fatto i turni con mio marito, ho lavorato di notte e in ogni momento in cui le bambine chiudevano gli occhi. La baby sitter ha iniziato a lavorare per noi un paio d’ore al giorno e man mano che le bambine prendevano confidenza abbiamo aumentato l’orario fino ad averla tre ore al mattino e quattro al pomeriggio.

Finché ho potuto ho lavorato da casa, ma poi la concentrazione e la qualità del lavoro ne hanno risentito e ho iniziato a frequentare quotidianamente il mio studio, che per fortuna distava pochi minuti da casa. La spesa per una baby sitter è elevata, ma è una spesa che io e mio marito abbiamo dovuto sostenere perché, appunto, non potevamo contare su altri aiuti.

Per quanto riguarda l’asilo nido, non ti nascondo che è anch’esso un investimento. Però ci sono delle risorse che possono venire in tuo aiuto. Alcune regioni recepiscono un bando europeo chiamato “Nidi gratis”, uno dei pochi bandi che fa davvero quel promette!

Se la tua regione recepisce il bando, puoi richiedere attraverso il tuo Comune di accedere a questa agevolazione che ti permette di non pagare la retta del nido. Per farlo devi presentare la certificazione ISE, a sua volta da richiedere presso un CAF. Non ti nascondo che per ottenere il tuo Ise dovrai presentare una marea di carte e documenti, ma non pagare il nido è uno dei più grandi aiuti che una famiglia possa ricevere! Quindi informati bene e armati di pazienza, ne vale la pena!

Il bonus bebé è un altro aiuto che ti aspetta e arriva dall’Inps. E’ un assegno di natalità valido per la durata di un anno (erogato mensilmente) e si può richiedere entro 90 giorni dalla nascita del bambino. Inoltre alcuni Comuni virtuosi hanno asili convenzionati presso i quali pagare delle rette scontate.

La maternità è un’esperienza che cambierà radicalmente il tuo approccio al lavoro. Scoprirai di avere così tante doti inaspettate nella tua vita che anche nel lavoro imparerai ad essere meno dispersiva, a scegliere meglio clienti e fornitori, a concentrarti sulle cose che contano, a darti delle priorità, saprai gestire meglio le complessità. Del resto, nulla come un figlio può allenare le tue capacità manageriali!

Tutto questo è spiegato anche in un libro molto interessante “La maternità è un master", un testo che mette in luce come la maternità sia un’occasione di crescita per la persona, il professionista e le aziende. Ti consiglio di leggerlo!

Ma ti consiglio anche di ascoltare l’audio coaching dell’Academy: tre azioni da mettere subito in pratica per partire con il piede giusto e diventare una vera Wedpreneur! Lo ricevi in regalo semplicemente iscrivendoti alla newsletter, clicca qui.

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